Tugendhat, storia di una casa magica sopravvissuta all’odio raccontata in un film

tugendhat BellaFritz Tugendhat e sua moglie Grete, neo sposi benestanti, decisero di affidare la costruzione della loro casa a Brno (Repubblica Ceca) a un architetto tedesco all’epoca sconosciuto. Erano rimasti abbagliati dal padiglione tedesco da lui realizzato  alla esposizione internazionale di Barcellona del 1929. Il suo nome era Mies van der Rohe, futuro direttore del Bauhaus e maestro del Movimento Moderno.  La giovane coppia vi abitò insieme ai tre figli fino a quando minacciata dall’invasione nazista , nel 1938, fu costretta a fuggire  prima in Svizzera poi in Venezuela. Da allora iniziò il lungo periodo di degrado della villa che ne vide di tutti i colori:  vi abitò la famiglia di Albert Messerschmidt, industriale di aeroplani e personaggio di spicco del Terzo Reich; venne occupata dalle truppe dell’Armata Rossa, dopo il crollo della Wehrmacht, sul fronte orientale (durante queste occupazioni la casa fu devastata); nei primi anni del dopoguerra ospitò una scuola di danza privata, in seguito fu adibita a sede di un ospedale pediatrico, negli anni ‘80 fu arredata con mobili moderni dall’apposito organismo statale dell’allora Cecoslovacchia e adibita a riunioni municipali. Solo dal 2012, la villa è stata ristrutturata definitivamente e riaperta al pubblico dopo una  battaglia lunga e difficile per i membri superstiti della famiglia. Nel 2002 la villa è stata iscritta nel prestigioso elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO e il 16 agosto 2003 è stata onorata dalla targa ricordo che la riconosce come tale. I festeggiamenti sono stati rinviati a causa delle alluvioni avvenute in quell’anno in gran parte della Repubblica Ceca.

Il docu film è proiettato nel corso del Milano Design Film Festival 2014 (seconda edizione) dal 9 al 12 ottobre all’Anteo spazioCinema di Milano. 

http://www.milanoincontemporanea.com/2014/08/10/milano-design-film-festival-2014/

LEGGI DI SEGUITO ARTICOLO COMPLETO 

http://www.mosaico-cem.it/articoli/la-casa-sulla-collina-perduta

0 comments… add one

Leave a Comment

*